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CINQUEMANI NICOLÒ MEDICO CHIRURGO - Nato a Palermo il 27 - 06 - 1930
- Ha conseguito la licenza liceale nel 1947 con la migliore media dei voti della sezione A del liceo Torquato Tasso di Roma
- Ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti nell’Università di Roma nel 1953.
- Ha prestato servizio come ufficiale medico in servizio permanente effettivo fino al grado di capitano nell’aeronautica militare. E’ andato in congedo nel 1962 dopo aspettativa di 2 anni per motivi familiari
- DaL 1960 al 1962 ha prestato servizio presso il reparto di Neurochirurgia, diretto dal Prof. Beniamino Guidetti nella clinica Neurologica dell’Università di Roma.
- A seguito del concorso nazionale del 1958 è stato chiamato in servizio presso il reparto Lancisi di Neurochirurgia nell’Ospedale S. Camillo di Roma
- Successivamente ha prestato servizio nel reparto di Traumatologia Cranica dell’ospedale S. Giovanni U.S.L. Rm 4 dove ha completata la carriera come Primario F.F. dopo essere stato viceprimario in base ai titoli dal 1965 al 1990
- Ha conseguito la specializzazione in Chirurgia Generale a Perugia nel 1959 (cinque anni), e la specializzazione in Neurochirurgia a Torino (cinque anni).
- Assistente volontario di anatomia umana normale per diversi anni.
- Successivamente Assistente volontario presso l’Istituto di Medicina Legale di Roma
- Professore universitario incaricato stabilizzato di Educazione del Pronto Soccorso stradale dell’I.S.E.F. dell’ Aquila. Ha insegnato dal 1976 al 1993
- L’equiparazione al titolo di Prof. Universitario è stata convalidata per il Prof. Cinquemani Nicolò dal Consiglio di Stato.
- E’ stato docente per molti anni della scuola medica ospedaliera di Roma e nella Regione Lazio.
- Dal 1998 è membro della S.I.A.E come autore.
- Dal 2000 fa parte dell’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, sezione C.I.S.O.M. prestando servizio d’assistenza sanitaria durante il Giubileo del 2000.
- Per l’anno 2002/2003 ha svolto l’incarico di docente di neurochirurgia e chirurgia d’urgenza nel corso sanitario di “Primo Soccorso” indetto dal C.I.S.O.M. di Roma che ne ha rilasciato l’attestato in data 01/02/04
- Per l’Ordine di Malta ha pubblicato il libro Primo Soccorso edito Edizioni Kappa – Roma, il cui testo è stato utilizzato per le lezioni.
- E’ tesserato come membro medico del C.I.S.O.M.
- Ha pubblicato nel Febbraio del 2004 il libro Le Doppie Immagini della Sacra Sindone e la sua radiazione edito da Edizioni Kappa – Roma.
- Dal 2 Gennaio 2004 è socio onorario dell’Unione Nazionale Scrittori e Artisti.
ATTIVITA’ SCIENTIFICA Vengono citati alcuni fra i più importanti lavori Nel 1957 in un lavoro sperimentale condotto sui cani in ipossia, metteva in evidenza per la prima volta il coinvolgimento dei centri respiratori nel riflesso oculo-cardiaco. Nel 1964, a conclusione di indagini cliniche condotti sui TRAUMATIZZATI CRANICI e nelle ipertensioni endocraniche in genere dimostrava con un lavoro prioritario pubblicato sulla rivista “Vitaminologia” (maggio 1964), il potere antiedemigeno della vitamina C con metodo fotografico sul cervello del coniglio. E’ stata la tesi del diploma di specializzazione in Neurochirurgia conseguita nel 1964. Nel 1973, dopo la pubblicazione di altri lavori ha messo in luce l’azione antagonista esercitata dai contraccettivi orali e da alcuni tranquillanti sugli ormoni postipofisari. Nella suddetta ricerca condotta clinicamente e con metodo sperimentale sui conigli, ha usato fra l’altro la tecnica fotografica a raggi infrarossi per lo studio della retina. Ha evidenziato inoltre l’importanza della tonometria oculare come mezzo di esplorazione della funzione ipofisaria, chiarendo le cause di determinati stati, definiti spesso come nevrotici, ma in realtà dovuti a fenomeni di ipofunzione della postipofisi. Dalla ricerca risulta la necessità di riesaminare la terapia con gli psicofarmaci, in quanto in alcune sindromi dovute a carenze ormonali della postipofisi, la somministrazione degli stessi, potrebbe aggravare la malattia invece che curarla. Nel settembre del 1973 ha presentato una comunicazione, a cura dell’Istituto Mendel, al Congresso Internazionale di Neuro – Oftalmologia svoltosi a Roma. La comunicazione rivelava l’esistenza di un meccanismo di eccitazione cerebrale legato alla pressione endooculare: il terzo ventricolo si comporta come una cavità risonante dotata di un suo campo elettrico variabile e di un suo campo magnetico. Queste sue caratteristiche determinano la possibilità di modulare la formazione reticolare mesoencefalica e il sistema talemico diffuso. E’ stato presentato al Congresso Nazionale di Medicina Legale svoltosi a Catania nell’ottobre 1975 il lavoro sperimentale sull’azione dei suoni sui ventricoli cerebrali e sui circuiti emozionalidi Papez. Dal 1992 si è occupato della Sacra Sindone con il primo lavoro: “Analogie fra la Sacra Sindone e alcuni fenomeni fisici manifestatisi a Mediugorje”. Le ricerche successive registrate presso l’Ufficio della presidenza del Consiglio dei Ministri per i diritti d’autore hanno alcune priorità: I chiodi agli arti superiori sarebbero posti nelle mani nel II spazio intermetacarpale. La morte per emotorace destro sarebbe dovuta a una caduta in posizione supina con lesione dell’arteria succlavia destra provocata da un lungo chiodo fissato sul patibolo trasportato dal condannato. Il patibolo conservato in Roma nella chiesa S.Croce in Gerusalemme finora attribuita al buon ladrone Desma, sarebbe secondo l’autore quello di Gesù Cristo. Lo proverebbe il calcolo delle probabilità delle concordanze descritte, come è spiegato dettagliatamente nel testo: “Le doppie immagini della Sacra Sindone”. Altra priorità sarebbe la scoperta che la Corona di ferro custodita a Monza non contiene un chiodo della crocifissione ma la lamina che sosteneva i piedi. La causa di morte è nella comunicazione al II Congresso internazionale sulla Sindone svolto a S. Marino nel 1997. Del III Congresso internazionale sulla Sindone (Torino 1998) è la comunicazione sulla posizione dei chiodi nelle mani. Nel Congresso internazionale di Orvieto del 2000 la comunicazione trattava la posizione dei fori nei piedi nel I spazio intermetatarsale. Quando la lancia colpì il torace, le gambe, dopo l’estrazione del chiodo erano estese con i piedi insanguinati posti a terra sull’aragonite trovata sul telo.
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