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L'ultima titolazione del 14 C Stampa E-mail
Scritto da Nicolò Cinquemani   
04/05/2010

L’ULTIMA TITOLAZIONE DEL 14C PRIMA DELL’APOCALISSE

N. Cinquemani

Sul secondo numero marzo-aprile 2010 della rivista “Orizzonte Medico” dell’Associazione Cattolici Italiani, ho fatto proposta di nuova titolazione del 14C della Sindone. La prima proposta è quella di sottoporre alla titolazione del 14C le due pezze poste all’estremità della striscia di 386 cm ricucite sul bordo destro della Sindone. Nel 2002 sono state asportate le due pezze e il telo d’Olanda del XVI secolo. La titolazione del 14C delle due pezze corrisponderà al primo secolo, perché non sono state irradiate. Esse hanno rimpiazzato la striscia che legava i polsi, non più ritrovata. La seconda titolazione dovrebbe essere fatta su alcuni fili scuriti dalla radiazione sulla striscia di 386 cm che avvolgeva le gambe dell’Uomo della Sindone. I raggi gamma, i protoni e i neutroni hanno arricchito il 14C dei fili a valori molto elevati, perché si sono trovati a distanza zero dalla fonte irradiante costituita dalla pelle delle gambe. Di conseguenza la datazione corrispondente non sarà quella medioevale ma quella di molti anni nel futuro. Dalla lettura dell’ultima parte dell’Apocalisse che riguarda l’epoca attuale, si rileva un gran numero di concordanze con la situazione politico-militare che riguarda il Medio Oriente fra gli eserciti che portano in fronte il sigillo di Dio, la croce della rosa dei venti della Nato e gli armamenti dell’esercito dell’Anticristo. L’attacco alla religione cattolica, giustificato dallo scandalo dei preti pedofili e dalle bestemmie contenute fra l’altro nel libro “Il Codice da Vinci”, scritto da un ignorante che ha confuso San Giovanni, giovanetto di 12 anni, con Maria Maddalena nel dipinto “L’Ultima cena” sono altri indizi che fanno ritenere vicino l’inizio dei 42 mesi dell’Apocalisse. Gesù Cristo nei Vangeli invita i discepoli a prestare attenzione ai segni che preludono la fine del mondo. E’ comprensibile la ritrosia a ripetere la titolazione del carbonio 14C sulla Sindone da parte dei custodi del Sacro telo, ma quello che io chiedo è cosa molto differente dagli esami fatti nel 1988 perché la prima titolazione da me proposta sulle 2 strisce di 15 e 35 cm, tolte dalle estremità della lunga striscia del telo, sicuramente non interessa la Sindone perché esse sono costituite da tessuto differente dal telo. La seconda titolazione sui fili scuriti presenti sulla striscia di 386 cm non interessa la figura dell’Uomo della Sindone. La Chiesa non ha niente da perdere se viene fatta questa nuova titolazione, mentre avrebbe un enorme vantaggio di credibilità riguardo alla Resurrezione di Gesù Cristo se la titolazione del 14 C  risultasse migliaia di anni nel futuro. Questo fatto non potrebbe essere spiegato con criteri umani, mentre vi è una disperata ricerca da parte di molti scienziati  di trovare una giustificazione  alla formazione delle immagini con fenomeni naturali. Ciò fa pensare che costoro vogliano escludere la Resurrezione. La nuova titolazione potrebbe essere una convalida della Resurrezione e salvare l’anima a milioni di persone che rischiano attualmente di perdere la fede per l’attacco continuo del Principe di questo mondo.

 

 
Risposta al Dott. A.M. Stampa E-mail
Scritto da Nicolò Cinquemani   
02/04/2010
 

Desidero precisare che non pretendo di guarire il cancro con la vitamina C.

Le consiglio di rileggere con attenzione gli articoli che ho scritto a proposito della mia teoria sull’origine virale del cancro dovuta a virus anaerobi.

Vi è sicuramente un’azione di ostacolo da parte della vitamina C e della clorofilla, volta ad impedire che i virus cancerogeni si congiungano magneticamente al DNA della cellula ospite, sviluppando la moltiplicazione di cellule infette.

Secondo la mia teoria, l’azione frenante delle due sostanze sarebbe dovuta all’aumento della quantità di ossigeno all’interno della cellula cancerosa,  ricca di acido carbonico, l’ossigeno creerebbe un ambiente ostile ai virus cancerogeni che sono anaerobi

Il consiglio che  Le dò è di non usare i preparati di vitamina C per via endovenosa, perché, ad alte dosi,  la terapia non può essere protratta per lungo tempo.

Le preciso che l’unico preparato iniettabile con sicurezza è l’ascorbato di sodio, di cui ho un’esperienza trentennale per il suo uso antidemigeno.

E’ pericoloso iniettare il metabisolfito di sodio come eccipiente della vitamina C perchè può determinare un’insufficienza renale per precipitazione.

L’ascorbato di magnesio iniettato per endovena anche in piccole dosi provoca effetti collaterali, soprattutto vasomotori.

Il consiglio che Le dò è di usare l’acido L-ascorbico puro per via orale.

Le dosi sono doppie rispetto all’uso di ascorbato di sodio endovena.

L’azione della vitamina C endovena permane  in buona concentrazione per circa 4 ore.

Per via orale può associare succo di agrumi, pompelmo, arancio e limone che facilitano l’assorbimento (dovuto all’acido citrico) di 15-20  g di acido L-ascorbico distribuiti nelle 24 ore.

Per quel che riguarda la clorofilla, che dovrebbe facilitare l’aumento dell’ossigeno intracellulare, si dovrebbe rivolgere al mercato americano dove viene usata la clorofillina.

Tenga conto che l’uso dei tranquillanti e antidepressivi, che ostacolano la liberazione di vasopressina,  favorirebbe lo sviluppo del cancro, mentre il potenziamento della vasopressina con l’uso di sale iodato di potassio, avrebbe un’azione anticancerosa.

 
Come smettere di fumare Stampa E-mail
Scritto da Nicolò Cinquemani   
25/09/2009
COME SMETTERE DI FUMARE  

Degli “eminenti studiosi” – probabilmente non fumatori – hanno espresso delle strane teorie sull’assuefazione al fumo, come quella della suzione del riflesso buccale dei lattanti.

L’ultimo grido della moda è quello dell’applicazione di preparati a base di nicotina applicati alla cute. Probabilmente sono gli stessi che cercano di disintossicare i drogati con il metadone che, in pratica, è uno stupefacente, come ben sanno i drogati che ricorrono ad esso fuori dai centri di assistenza quando non trovano la droga.

Per essere più chiari, è come curare un alcolizzato che beve normalmente whisky somministrandogli cognac.

Per intervenire sul tabagismo è necessario avere delle idee chiare sul meccanismo d’azione della nicotina.

Dalla pubblicazione dell’autore “Indagine sui contraccettivi orali e su alcuni tranquillanti, quali antagonisti degli ormoni postipofisari”:

La nicotina produce un effetto antidiuretico. L’azione in questo senso era già conosciuta sin dal lontano 1917 da Mtzfeldt, Burn, Truelove (1945) i quali inibivano la diuresi acquosa nei ratti intatti ma non in quelli ipofisectomizati, con iniezioni sottocutanee di 0,25 mg. di nicotina. Negli esseri umani la diuresi acquea era completamente inibita da 0,5 1 mg. di nicotina iniettata endovena;  il fumo di sigarette aveva un simile effetto (Wolker 1949 – Chalmers, Lewis, Pawan 1951).Un aumento di attività antidiuretica nella urina dopo il fumo era stata dimostrata da Taylor e Wolker nel 1951. Esiste un test della nicotina sviluppato da Cates e Garrod per la diagnosi del diabete insipido.

L’azione antidiuretica della nicotina non è diretta ma è dovuta alla stimolazione dell’ormone antidiuretico, la vasopressina.

Nel citato lavoro dell’autore risulta una notevole diminuzione della pressione endooculare nel diabete insipido post-traumatico.

Nel soggetto normale la pressione endooculare è di 18 mm. di Hg. Nel diabete insipido conclamato con diuresi di molti litri, la pressione scendeva a 7 mm. di Hg. in O O.

In alcuni soggetti che avevano fumato intensamente una sigaretta, la pressione endooculare aumentava di circa 2 mm. di Hg. in O O.

Gli ex-fumatori hanno notato l’azione della nicotina sui processi psichici. In condizioni di stress è istintivo per il fumatore accendere una sigaretta.

Nella 2^ guerra mondiale,  al condannato a morte per fucilazione, si offriva spesso l’ultima sigaretta.

Quando il fumatore ha la necessità di concentrarsi su un lavoro psichico particolarmente difficile, cerca sempre la sigaretta prima di iniziarlo.

Chi ha smesso di fumare sa che per molti giorni è in stato di agitazione, ha un sensibile aumento della diuresi e deve stare sempre a stomaco pieno perché ha sempre fame.

Quest’ultimo fatto spiega l’aumento di peso dell’ex-fumatore nei primi mesi della disintossicazione.

I fumatori sanno che la nicotina calma il senso di fame. La cosa più caratteristica è la irritabilità psichica del soggetto che ha frequenti crisi di ira scarsamente motivate.

Questa sintomatologia si ha anche nell’intossicazione da tranquillanti e nell’uso di progestinici che determinano notevole aumento della diuresi.

In definitiva dobbiamo dedurre che l’uso dei progestinici, dei tranquillanti e la mancanza di nicotina nei fumatori provocano l’inibizione della vasopressina.

La somministrazione per via nasale dell’ormone, in brevissimo tempo, determina un miglioramento delle funzioni psichiche del soggetto uscito dal coma cerebrale traumatico. Scompare l’irritabilità e l’aggressività. I cosiddetti “popoli civili” hanno dimenticato che gli indiani di America, i primi ad usare il tabacco, consideravano il fumo come un mezzo favorente la pace e la riconciliazione fra le tribù. E’ stato dimostrato l’aumento della prolattina  dell’ipofisi anteriore a seguito della somministrazione prolungata di tranquillanti. Per l’effetto a bilancia degli ormoni dell’ipofisi anteriore sugli ormoni dell’ipofisi posteriore viene depresso l’ormone antidiuretico che ha un’azione sedativa. Questo spiegherebbe l’aumento dell’aggressività che determinerebbe l’infanticidio, l’omicidio e il suicidio.

L’inibizione della vasopressina, che è l’ormone dell’intelligenza, della memoria  e della volontà, determinerebbe un’errata visione dei problemi che caratterizzano la vita del soggetto perché, sotto lo stimolo emotivo e senza il controllo della volontà , si avrebbe la dilatazione del terzo ventricolo con liberazione di anidride carbonica allo stato gassoso, che determina perturbazione dei campi magnetici cerebrali e dei processi cognitivi.

Questo fenomeno appare nell’attacco di panico e nella prima fase dell’ebbrezza alcolica, caratterizzati dall’inibizione della vasopressina.

La vasopressina non deve essere somministrata quando ancora persiste l’edema cerebrale perché si possono verificare  attacchi epilettici. Si verificherebbe un’azione anti-fisiologica: quando persiste l’edema cerebrale traumatico, l’organismo si difende proprio bloccando la liberazione dell’ormone antidiuretico con conseguente aumento della diuresi.

Dato che l’autore non appartiene alla categoria degli “orologiai pazzi”, che non sostituiscono i pezzi difettosi con altri originali, ritiene che, mancando la vasopressina, la più indicata terapia sia quella di somministrare a piccole dosi la vasopressina sintetica “Minirin” per via nasale.

Bisogna prestare attenzione alle controindicazioni come quella dei precedenti epilettici e dell’ebbrezza alcolica.

 

 

 


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